La locazione immobiliare si riferisce all’insieme delle operazioni che legano un proprietario locatore a un inquilino tramite un contratto di locazione, che si tratti di un alloggio vuoto o arredato. Dal 1 gennaio 2025, affittare un immobile non si limita più a trovare un inquilino e firmare un contratto: la decenza energetica condiziona ora il diritto di affittare, il che modifica il primo passo di ogni progetto locativo.
DPE e decenza energetica: il filtro prima di ogni locazione
Prima di redigere un annuncio o fissare un affitto, la questione preliminare riguarda la classe energetica dell’immobile. La legge Climat e Resilienza ha modificato l’articolo 6 della legge del 6 luglio 1989: dal 1 gennaio 2025, un immobile classificato G al DPE è legalmente vietato all’affitto in Francia metropolitana. Nessun nuovo contratto, rinnovo o proroga tacita può essere firmato per questo tipo di bene.
Il calendario non si ferma qui. La soglia passerà a E nel 2028, poi a D nel 2034. Un proprietario che affitta un immobile al di sotto della soglia vigente si espone ad azioni di riduzione dell’affitto, fino alla nullità del contratto. Prima di cercare un inquilino, è quindi necessario assicurarsi che il diagnosi di prestazione energetica sia aggiornato e che la classe ottenuta consenta la locazione.
Per i proprietari il cui immobile si trova in classe F, il margine di manovra si riduce ogni anno. Intraprendere lavori di ristrutturazione energetica prima della locazione non è più una scelta strategica, ma un obbligo legale a breve termine.

Contratto di locazione immobiliare: arredato o vuoto, una scelta fiscale e giuridica
Il tipo di contratto determina la durata minima del contratto, il regime fiscale applicabile e gli obblighi di attrezzatura. Un contratto di locazione vuoto impegna il locatore per un minimo di tre anni (sei anni per una persona giuridica). Il contratto arredato, invece, dura un minimo di un anno, o nove mesi per uno studente.
Dal punto di vista fiscale, la locazione arredata consente di dichiarare i redditi locativi come utili industriali e commerciali (BIC), con una deduzione forfettaria o la deduzione delle spese reali a seconda del regime scelto. La locazione vuota rientra nei redditi fondiari. L’arredato genera affitti più elevati, ma impone un mobilio completo e regolamentato: biancheria da letto, piani cottura, frigorifero, tavolo, lampade, tra gli altri.
Questa scelta ha anche un impatto sulla rotazione degli inquilini. Un contratto arredato più breve favorisce la flessibilità, ma aumenta i periodi di vacanza locativa e le spese di ripristino. Un immobile situato in una zona ad alta richiesta locativa sopporta meglio questa rotazione rispetto a un alloggio in zona rilassata. Puoi accedere alla pagina locazione su Immobilier Hebdo per confrontare le dinamiche locative a seconda dei settori geografici.
Fissazione dell’affitto e regolamentazione: le regole da conoscere
Fissare un affitto non si fa a sentimento. Nelle zone tese (Parigi, Lione, Lille, Montpellier, Bordeaux e altre agglomerazioni), un dispositivo di regolamentazione degli affitti impone un affitto di riferimento maggiorato da non superare.
Al di fuori delle zone tese, l’affitto è libero per una prima locazione. Tuttavia, per un immobile già affittato, il locatore non può aumentare l’affitto oltre l’indice di riferimento degli affitti (IRL) pubblicato ogni trimestre, salvo lavori di miglioramento significativi o affitto manifestamente sottovalutato.
Criteri concreti per stimare l’affitto
- La superficie abitabile e la posizione precisa dell’immobile (quartiere, vicinanza ai trasporti, negozi) rimangono i due principali fattori di prezzo sul mercato locativo
- Lo stato generale dell’alloggio e la sua classe energetica influenzano direttamente l’attrattiva: un immobile classificato D si affitta più velocemente di un immobile in F, a parità di superficie
- Le spese recuperabili (provvigione o forfettario per l’arredato) devono essere stimate con la massima precisione per evitare le regolarizzazioni conflittuali a fine anno
Per gli alloggi classificati F o G, si applica un blocco degli affitti: il locatore non può aumentare l’affitto tra due inquilini né durante il contratto. Questa restrizione esiste dal 2022 e rimane in vigore finché l’alloggio non raggiunge la classe E.

Selezione dell’inquilino e garanzie: ciò che la legge consente
La selezione di un inquilino è regolata dalla legge del 6 luglio 1989. Il proprietario può richiedere documenti giustificativi dei redditi, una dichiarazione dei redditi, un’attestazione di impiego e un documento d’identità. Tuttavia, alcuni documenti sono vietati: estratti conto bancari, cartella clinica, estratto del casellario giudiziale o attestazione di buona condotta del conto.
Per quanto riguarda le garanzie, coesistono due dispositivi:
- La cauzione solidale, in cui un terzo (spesso un familiare) si impegna a pagare l’affitto in caso di inadempienza dell’inquilino
- La garanzia Visale, proposta da Action Logement, che copre gli inadempimenti di affitto e i danni locativi senza costi per l’inquilino né per il locatore
- L’assicurazione per affitti non pagati (GLI), sottoscritta dal proprietario, che copre gli inadempimenti ma non può essere cumulata con una cauzione solidale a meno che l’inquilino non sia uno studente o un apprendista
La scelta tra questi dispositivi dipende dal profilo dell’inquilino mirato. La GLI offre una copertura più ampia (danni, spese legali), ma rappresenta un costo annuale per il locatore.
Diagnostici obbligatori per la locazione: elenco e validità
Il dossier di diagnosi tecniche (DDT) deve essere allegato al contratto. Il suo contenuto varia a seconda dell’età dell’edificio, della sua posizione e del tipo di impianto:
- DPE (valido dieci anni, salvo se realizzato prima di luglio 2021, nel qual caso la validità è ridotta)
- Diagnosi elettrica e del gas se gli impianti hanno più di quindici anni (validità sei anni)
- Constatazione del rischio di esposizione al piombo (CREP) per gli alloggi costruiti prima del 1949
- Stato dei rischi e delle inquinamenti (ERP), da rinnovare ogni sei mesi
Un diagnostico mancante o scaduto può essere invocato dall’inquilino per richiedere una messa in conformità, una riduzione dell’affitto o, nei casi più gravi, la risoluzione del contratto. Un DDT completo protegge il locatore tanto quanto l’inquilino.
Il mercato locativo francese sta attraversando un periodo di tensione in molte agglomerazioni, con un’offerta in calo e affitti orientati al rialzo. Un proprietario che padroneggia il quadro normativo attuale, in particolare le soglie di decenza energetica e le regole di regolamentazione, mette al sicuro il suo investimento locativo a lungo termine e limita i rischi di contenzioso.



