Comprendere le classi di fuoco: tipi, caratteristiche e consigli di sicurezza essenziali

La classificazione degli incendi si basa sulla natura del combustibile coinvolto. Questa base tecnica, normalizzata in Europa, determina la scelta dell’agente estintore e condiziona l’efficacia di ogni intervento. In Francia, cinque classi (A, B, C, D, F) strutturano la prevenzione e la formazione dei professionisti e dei privati. Comprendere queste classi di incendio rimane un prerequisito per evitare errori di estinzione, alcuni dei quali possono aggravare un sinistro invece di contenerlo.

Confusione tra classi di incendio e euroclassi di reazione al fuoco

Un malinteso si ripresenta regolarmente negli scambi tra professionisti del settore edilizio e responsabili della sicurezza. Le classi di incendio (A a F) designano la natura del combustibile che brucia. Le euroclassi definite dalla norma EN 13501-1, invece, valutano la reazione al fuoco dei prodotti da costruzione, con una classificazione che va da A1 a F, completata da indici di fumi (s1 a s3) e di gocce infiammate (d0 a d2).

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Un materiale classificato A2-s1,d0 secondo questa norma non ha alcun rapporto diretto con un incendio di classe A. Le euroclassi misurano il comportamento di un materiale di fronte al fuoco, non il tipo di incendio. Mescolare i due riferimenti porta a errori di specifica nei capitolati, in particolare per gli esercizi che ricevono pubblico.

Per approfondire le classi di incendio e le loro specificità, è necessario prima stabilire questa netta distinzione tra classificazione del sinistro e classificazione dei materiali da costruzione.

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Istruttrice in sicurezza antincendio che presenta diversi tipi di estintori classificati per categoria di incendio in un laboratorio industriale

Classe A e classe B: perché la scelta dell’estintore cambia tutto

Gli incendi di classe A riguardano i materiali solidi organici: legno, carta, cartone, tessuti, alcune plastiche. La loro particolarità risiede nella formazione di braci incandescenti. Anche dopo la scomparsa delle fiamme visibili, il calore residuo delle braci può provocare una ripresa del fuoco se l’area non viene raffreddata in profondità. L’acqua, per il suo effetto di raffreddamento, rimane l’agente più adatto. Gli estintori ad acqua nebulizzata con additivo o a schiuma funzionano anch’essi.

Gli incendi di classe B coinvolgono liquidi infiammabili o solidi liquefacibili: benzina, oli, solventi, alcune cere. Proiettare acqua su un incendio di classe B provoca un rischio di proiezione del liquido infiammato. L’estinzione avviene per soffocamento, con schiuma, polvere o CO2.

Questa differenza tra raffreddamento (classe A) e soffocamento (classe B) è il punto che ogni formazione in sicurezza antincendio affronta per prima. Utilizzare il cattivo agente estintore può accelerare la propagazione invece di frenarne il progresso.

Classi C, D e F: tre rischi specifici spesso sottovalutati

Incendi di gas infiammabili (classe C)

Propano, butano, gas naturale: gli incendi di classe C riguardano i gas in combustione. La regola di base è di non spegnere la fiamma finché la fonte di gas non è interrotta. Un’estinzione senza interruzione dell’alimentazione consente al gas di accumularsi nello spazio, creando un rischio di esplosione ben più grave dell’incendio iniziale.

Incendi di metalli combustibili (classe D)

Magnesio, sodio, alluminio in polvere, titanio: questi metalli bruciano a temperature estreme. L’acqua e il CO2 sono controindicati su un incendio di metalli, poiché possono provocare reazioni violente. Solo agenti estintori specifici (polveri speciali a base di carbonato di sodio o di grafite) sono adatti. Questo tipo di incendio si incontra principalmente in ambito industriale e in alcuni laboratori.

Incendi di oli e grassi da cucina (classe F)

La classe F riguarda gli incendi di oli alimentari e di grassi da cucina. Questi incendi raggiungono temperature molto elevate e presentano un comportamento particolare: l’acqua provoca una vaporizzazione esplosiva che proietta l’olio infiammato. Gli estintori adatti utilizzano una soluzione chimica che forma un film impermeabile sulla superficie, interrompendo l’apporto di ossigeno.

  • In cucina professionale, la manutenzione regolare delle cappe e dei sistemi di ventilazione riduce l’accumulo di grassi, principale fattore di innesco di incendio
  • Gli estintori portatili di classe F devono essere installati nelle immediate vicinanze delle postazioni di cottura, non in un corridoio o in un locale tecnico lontano
  • La formazione del personale sulla manipolazione di questi estintori fa parte degli obblighi normativi per gli esercizi di ristorazione

Vista aerea di un'attrezzatura di sicurezza antincendio comprendente estintore, coperta antifiamma e guida delle classi di incendio su un tavolo di legno

Rischio elettrico e classe E: un caso che divide i riferimenti

In Europa, non esiste una classe E. Un incendio che coinvolge un’attrezzatura elettrica sotto tensione è trattato come un incendio di classe A o B, a cui si aggiunge un rischio elettrico. Il regolamento spagnolo di protezione contro l’incendio (RD 513/2017) ricorda esplicitamente questa assenza di classe E nella classificazione normalizzata europea.

Al contrario, la classificazione russa integra una classe E specifica per le installazioni elettriche sotto tensione. Questa divergenza tra riferimenti crea confusione tra i professionisti che lavorano a livello internazionale o che consultano fonti provenienti da più paesi.

Il primo riflesso di fronte a un incendio di origine elettrica rimane l’interruzione dell’alimentazione. Una volta interrotto il corrente, l’incendio viene trattato in base alla natura del combustibile che brucia realmente (solido, liquido). Finché la tensione è presente, l’estintore CO2 è privilegiato poiché non è conduttore e non lascia residui sugli apparecchi.

Scegliere un estintore adatto: criteri di selezione concreti

La scelta di un estintore non si basa unicamente sulla classe di incendio. Diversi parametri entrano in gioco a seconda dell’ambiente.

  • Il tipo di combustibili presenti nella zona: un laboratorio di falegnameria (classe A) non ha le stesse esigenze di un garage automobilistico dove sono stoccati solventi (classe B)
  • La presenza di apparecchiature elettriche sensibili orienta verso il CO2, che non degrada i componenti elettronici, a differenza della polvere
  • Il volume del locale e la ventilazione disponibile influenzano l’efficacia dell’agente estintore: un estintore CO2 perde efficacia in uno spazio molto ventilato poiché il gas si disperde prima di soffocare il focolaio
  • La capacità dell’utente di maneggiare l’apparecchio: un estintore a polvere di grande capacità pesa molto e richiede una formazione pratica per essere utilizzato correttamente

La manutenzione periodica degli estintori, imposta dalla normativa, garantisce il loro funzionamento nel giorno in cui vengono richiesti. Un apparecchio con pressione insufficiente o con agente scaduto offrirà solo una protezione illusoria.

Identificare la classe di incendio prima di agire, verificare l’adeguatezza dell’estintore disponibile, interrompere le fonti di energia quando possibile: questi tre riflessi condizionano l’esito dei primi minuti di un incendio, ben prima dell’arrivo dei soccorsi professionali.

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